<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-8167992202344883119</id><updated>2011-11-27T17:15:08.751-08:00</updated><title type='text'>PAGINE LIBERE ONLINE</title><subtitle type='html'>Rivista fondata nel 1906 da Angelo Oliviero Olivetti -
Nuova Serie&lt;br&gt;
Trimestrale del Dipartimento&lt;br&gt;per l’Osservazione Scientifica delle Istituzioni Sociali</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://pagineliberens.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8167992202344883119/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pagineliberens.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>18</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8167992202344883119.post-1986896464450457095</id><published>2009-07-21T08:36:00.000-07:00</published><updated>2009-07-24T05:01:12.752-07:00</updated><title type='text'>Giuseppe Cariglia: «Quis custodem custodiet?»</title><content type='html'>Anno II N.S. Numero 5 - giugno 2008&lt;br /&gt;Pagina: Precedente - Successiva.&lt;br /&gt;Rubrica: Á rebours.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SmmiUwUQzbI/AAAAAAAAKh0/zl__TUrYopc/s1600-h/Pagine+libere+-+c259.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 188px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SmmiUwUQzbI/AAAAAAAAKh0/zl__TUrYopc/s200/Pagine+libere+-+c259.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5361995308812258738" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Chissà perché è ancora assai diffusa la singolare opinione che la tolleranza sia un rapporto tra le idee, quando, invece, questa è una relazione tra gli uomini, cioè un problema di comportamento. Nessuna idea, infatti, è per, sua natura, liberale, perché ogni idea necessariamente si deflnisce e si precisa affermando un “qualcosa” e negando i “qualcosa” diversi. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Omnis determinatio est negatio&lt;/span&gt;. Nasce da qui quella complicità tra l’affermazione della tolleranza e la reale intolleranza che le è strettamente legata, quando la tolleranza è proclamata in nome di valori che, appena riconosciuti, faranno pesare i loro divieti, contro tutto quanto contravverrebbe i principi che hanno reso possibile tale tolleranza.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Quello che, cosi, è venuto à mancare, nell’oblio che la tolleranza è, e deve essere, una pratica, è un certo rispetto nei riguardi della differenza, l'accettazione di ciò che pure non è assimilabile dal pensiero di chi dice di tollerare. Non può essere, dunque, la logica rigida dell’aut-aut a fornire il vero registro della tolleranza, bensì un'etica dell’accettazione, quella che fa centro di sé sull’et-et. Dopo che l'intervento della tolleranza ha liberato gli individui dalla intolleranza, chi li libererà ora dalla tolleranza?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8167992202344883119-1986896464450457095?l=pagineliberens.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pagineliberens.blogspot.com/feeds/1986896464450457095/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pagineliberens.blogspot.com/2009/07/giuseppe-cariglia-quis-custodem.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8167992202344883119/posts/default/1986896464450457095'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8167992202344883119/posts/default/1986896464450457095'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pagineliberens.blogspot.com/2009/07/giuseppe-cariglia-quis-custodem.html' title='Giuseppe Cariglia: «Quis custodem custodiet?»'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SmmiUwUQzbI/AAAAAAAAKh0/zl__TUrYopc/s72-c/Pagine+libere+-+c259.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8167992202344883119.post-6620512775763380481</id><published>2009-07-21T07:02:00.001-07:00</published><updated>2009-07-21T11:34:49.912-07:00</updated><title type='text'>Piero Carattoli: «1 + 1. Se facesse 3?»</title><content type='html'>Anno II N.S. &lt;a href="http://pagineliberens.blogspot.com/2009/07/allindice-del-n-5-anno-ii-giugno-2008.html"&gt;Numero 5&lt;/a&gt; - giugno 2008&lt;br /&gt;Pagina: Precedente - Successiva.&lt;br /&gt;Rubrica: Á rebours.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SmYFqIdrglI/AAAAAAAAKfs/KIx9w_SGGsY/s1600-h/Pagine+libere+-+c259.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 188px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SmYFqIdrglI/AAAAAAAAKfs/KIx9w_SGGsY/s200/Pagine+libere+-+c259.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5360978627815768658" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;A’ rebours:&lt;br /&gt;1 + 1. Se facesse 3?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;La sezione &lt;span style="font-style: italic;"&gt;à rebours&lt;/span&gt; prende nome, ovviamente, dal celebre romanzo di fine ottocento di Huysmans, il quale lo scrisse “disgustato dalla trivialità ignominiosa del secolo”, ma non vuole certo fermarsi, come il romanzo, ad un atteggiamento di osservazione critica meramente destruens, bensì costituire il momento aggregante di riflessioni volte a una creatività costruttiva. E, per farlo, non sceglie la via tradizionale della logica binaria, quella cioè del pensiero “verticale”, bensì ricerca idee e prospettazioni alternative, secondo polivalenze logiche che a quello si giustappongono. E’ già stata presentata qualche contaminazione da logica &lt;span style="font-style: italic;"&gt;fuzzy&lt;/span&gt;, in futuro potranno proporsi ipotesi-espressioni di pensiero c.d. “Laterale”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto ciò perché siamo fermamente convinti che la logica “diretta” e deduttiva ha limiti imposti sia dalla sua struttura, che dagli stessi scopi che si prefigge. E questa convinzione la fondiamo anche sul travaglio che ha animato il percorso filosofico, e soprattutto scientifico-matematico, degli ultimi due secoli, che, passando per i paradossi di Russel, è pervenuto dapprima all’intuizionismo matematico, per finire, poi, con Godel, che si è impegnato a dimostrare l’impossibilità di costruire un sistema i cui principi e assiomi non siano contraddittori tra loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma, se pur si prescindesse da tale approccio, è unanimemente riconosciuto che tutte le soluzioni fin qui formulate, e comunque quelle che sono state concretamente realizzate nelle organizzazioni politiche delle Società umane (democrazia, oligarchia, teocrazia, dittatura, collettivismo ecc.), hanno un difetto comune: tutte, più o meno, hanno proposto un modello mirante alla massimizzazione della felicità dei cittadini e tutte, senza eccezioni, hanno clamorosamente fallito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da questa considerazione incontrovertibile deve nascere la riflessione sia sul metodo, sia su tutte le dinamiche conoscitive e in primo luogo, dunque, sulla stessa Logica. La nuova robotica, che si sta orientando verso la logica &lt;span style="font-style: italic;"&gt;fuzzy&lt;/span&gt;, ha una visione della realtà più ampia di quella binaria (si/no; vero/falso) e si stanno ottenendo successi applicativi di carattere industriale veramente cospicui. Le grandi multinazionali si stanno orientando, in materia di problem solving, verso la ricerca “creativa” suggerita da Edward de Bono, l’ inventore del “pensiero laterale”, con le sistematiche riunioni di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;brain storming&lt;/span&gt;, proprio perché hanno iniziato a rendersi conto che non si progredisce con le applicazioni della logica tradizionale fondata sulla selezione strettamente razionale, a sua volta giustificata sul semplice e rigido rifiuto di soluzioni non ortodosse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cercano, così, di trovare idee creative non fondate su una gretta e asfittica logica raziocinante basata sul NO (inteso come rifiuto del non coerente), ma si avventurano verso le formulazioni del&lt;br /&gt;PO (Pro vocative Operation) che, nell’immediato possono anche apparire arazionali, ma che, alla lunga, e magari dopo tortuosi percorsi, possono schiudere traguardi di più ampio respiro e veramente innovativi. Rispetto a tali proposte non ci si pone con l’idea di una valutazione di merito, o con il metro della congruità immediata rispetto a un problema, ma con un atteggiamento non arrogante di attesa di una possibile verifica o utilizzo, anche a lunga scadenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riteniamo, pertanto, che valga la pena di tentare la sfida per provocare nuove aperture logiche polivalenti. Con questa intenzione, allora, la rubrica à rebours sarà aperta a idee non solo “controcorrente”, ma anche a quelle che possano essere lette come espressione, e in chiave, di “pensiero laterale”.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right; font-weight: bold;"&gt;Piero Carattoli&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8167992202344883119-6620512775763380481?l=pagineliberens.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pagineliberens.blogspot.com/feeds/6620512775763380481/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pagineliberens.blogspot.com/2009/07/piero-carattoli-1-1-se-facesse-3.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8167992202344883119/posts/default/6620512775763380481'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8167992202344883119/posts/default/6620512775763380481'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pagineliberens.blogspot.com/2009/07/piero-carattoli-1-1-se-facesse-3.html' title='Piero Carattoli: «1 + 1. Se facesse 3?»'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SmYFqIdrglI/AAAAAAAAKfs/KIx9w_SGGsY/s72-c/Pagine+libere+-+c259.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8167992202344883119.post-4056973976986053987</id><published>2009-07-21T07:00:00.000-07:00</published><updated>2009-07-24T05:22:45.272-07:00</updated><title type='text'>Roberto Valle: «Lolita e i filistei»</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SmXKNNzg3FI/AAAAAAAAKfU/wU6_5FDl4uc/s1600-h/Page+on+construction.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 114px; height: 114px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SmXKNNzg3FI/AAAAAAAAKfU/wU6_5FDl4uc/s200/Page+on+construction.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5360913259847277650" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 15 settembre 1955, lo scrittore russo Vladimir Nabokov pubblica quel suo romanzo, Lolita, da subito sentito come “scandaloso”, dalle pagine del quale il “famoso sorriso” dell’adolescente protagonista, “nettare o fulgore”, enigmaticamente irretisce come un sortilegio letterario. Nell’edizione statunitense del 1958, il romanzo è arricchito da una postfazione, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;A proposito di un libro intitolato Lolita&lt;/span&gt;, nella quale Nabokov è costretto a respingere la definizione di “pornologo sull’Olimpo", formulata dal “codice Playboy”: la pornografia è sinonimo di mediocrità e di banalità e nei romanzi pornografici si assiste alla “copula dei cliché” dell’ars libidinosa nell’epoca del sesso seriale. Le “sinistre memorie” del quarantenne ninfolettico europeo Humbert Humbert, “maniaco ansimante” di laida e sublime passione per la dodicenne “bambina traviata” americana Lolita, non sono affatto licenziose, bensì raccontano la storia di una “infelicità estrema”, la disperazione e lo struggimento desolato di un “Tristano nel paese della pellicola”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il romanzo, certamente, affrontava un tema che in America era considerato tabù. Negli Stati Uniti, almeno per Nabokov, alla letteratura non è consentito affrontare tre tabù: il simulacro dell’incesto; il matrimonio tra un nero e una bianca; un ateo impenitente che vive una “vita felice e utile” e muore nel sonno a 106 anni. Le reazioni e le interpretazioni suscitate da Lolità per Nabokov, sia divertenti, sia odiose (in particolare quelle evocate dal “vudù freudiano” e dalle generalizzazioni escogitate da mitologi e sociologi: “la vecchia Europa che travia la giovane America”, e/o viceversa). Il romanzo di Nabokov, in effetti, non è una sorta di psycho pedo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;perché la "ninfolessia" di Humbert&lt;br /&gt;Humbert è una forma di conoscenza&lt;br /&gt;attraverso la possessione. Lolita non&lt;br /&gt;racconta le disgrazie delle virtù, anche&lt;br /&gt;perché Nabokov (maestro degli&lt;br /&gt;"enigmi con soluzioni eleganti" e della&lt;br /&gt;parodia) opera un rovesciamento parodico&lt;br /&gt;della figura della fanciulla virtuosa,&lt;br /&gt;sedotta e traviata, posta in situazioni&lt;br /&gt;patetiche, per estrarre da essa "l'ultima&lt;br /&gt;goccia di pathos". Il sentimentalismo e&lt;br /&gt;la "compassione tradizionale" trascendono&lt;br /&gt;nella brutalità: Stalin, si sa, amava&lt;br /&gt;i bambini, mentre Lenin "singhiozzava"&lt;br /&gt;all'opera, "specialmente alla Traviata".&lt;br /&gt;In realtà, protagoniste di Lolita&lt;br /&gt;le metamorfosi della ninfetta e della&lt;br /&gt;memoria. Mnemosyne è una "ragazza&lt;br /&gt;indifferente" che governa un regno fluttuante&lt;br /&gt;malinconico e remoto, nel quale&lt;br /&gt;avviene la tessitura del tempo al di là&lt;br /&gt;della realtà quotidiana che non esiste: il&lt;br /&gt;tempo è "memoria in fieri"e trascende il&lt;br /&gt;"tempo applicato" dei calendari. Ricordando&lt;br /&gt;Lolita, Humbert Humbert è un&lt;br /&gt;"epicureo della durata", perché vuole&lt;br /&gt;godere "sensualmente" della tessitura&lt;br /&gt;del tempo. Lolita è un'evocazione che&lt;br /&gt;scaturisce da una "appassionata agnizione"&lt;br /&gt;del protagonista, (per Nabokov&lt;br /&gt;la rivelazione è superiore alla rivoluzione),&lt;br /&gt;ed è una ninfetta ritrovata nel&lt;br /&gt;labirinto del tempo, perché immagine&lt;br /&gt;speculare di Annabel, (nome derivato&lt;br /&gt;da Annabel Lee, il poema-compianto,&lt;br /&gt;scritto da Poe per la morte della moglie&lt;br /&gt;bambina), l'adolescente amata dal tredicenne&lt;br /&gt;Humbert Humbert e scomparsa&lt;br /&gt;prematuramente. L'idea ossessiva dell'assenza&lt;br /&gt;dell' altro diventa ninfolessia,&lt;br /&gt;che è la "scienza esatta" dell'incantamento,&lt;br /&gt;(come quello di Dante per Beatrice,&lt;br /&gt;una "fanciullina radiosa" di nove&lt;br /&gt;anni) e del sortilegio. Il ninfolettico, infatti,&lt;br /&gt;è alla ricerca della "grazia arcana,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;del fascino elusivo, mutevole, insidioso&lt;br /&gt;e straziante". Il "demone immortale travestito&lt;br /&gt;da bambina" è un'ulteriore metamorfosi&lt;br /&gt;della rusalka, ninfa innamorata&lt;br /&gt;del folclore russo e soggetto di&lt;br /&gt;apparizioni letterarie, da Puskin fino&lt;br /&gt;alla "sconosciuta" di Blok. Tuttavia,&lt;br /&gt;nella parodia di Nabokov, il demone&lt;br /&gt;immortale non è più l"'eterno femminino&lt;br /&gt;dal corpo incorruttibile", cantato&lt;br /&gt;dal "misticismo organizzato" russo.&lt;br /&gt;Humbert Humbert non è un "cacciatore&lt;br /&gt;incantato", ma un filisteo "frustrato" e&lt;br /&gt;un "esempio fulgido" di quella "lebbra&lt;br /&gt;morale", che Poe ha definito "demone&lt;br /&gt;della perversità". Tale demone è alla&lt;br /&gt;origine di un radicale primitivo impulso&lt;br /&gt;estremamente antagonistico, che contrappone&lt;br /&gt;il desiderio (nella sua forma&lt;br /&gt;più meschina) all'arroganza della ragione.&lt;br /&gt;Posseduto dal demone della perversità,&lt;br /&gt;l'assassino ninfolettico uccide&lt;br /&gt;se stesso nel suo rivale, cioè il pedofilo&lt;br /&gt;Quilty, che è il suo sosia-impostore. La&lt;br /&gt;stessa Lolita è il simulacro di un idillio,&lt;br /&gt;perché la sua natura è doppia: da una&lt;br /&gt;parte è una fanciulla tenera e sognante,&lt;br /&gt;dall'altra è l'incarnazione di quella&lt;br /&gt;"raccapricciante volgarità" del "convenzionale"&lt;br /&gt;che discende dalle "stucchevoli&lt;br /&gt;fotomodelle della pubblicità".&lt;br /&gt;Sebbene sia stato accusato di antiamericanismo,&lt;br /&gt;Lolita non è un romanzo di&lt;br /&gt;denuncia sociale e on the road, ma una&lt;br /&gt;invenzione e una parodia dell' America&lt;br /&gt;nell' età classica del filisteismo. Per&lt;br /&gt;Nabokov, il filisteismo è l'acme di una&lt;br /&gt;civiltà allo stato avanzato ed egemonizzata&lt;br /&gt;dalla "tecnologia utilitaristica"&lt;br /&gt;e dall'orrido demi-monde della cultura&lt;br /&gt;di massa. Il filisteismo è uno "stato d'animo"&lt;br /&gt;e il filisteo è un "volgare compiaciuto&lt;br /&gt;e presuntuoso", mosso dall'appassionato&lt;br /&gt;desiderio di conformarsi e&lt;br /&gt;dalla volontà d'ignoranza. Il filisteismo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;è internazionale: negli anni Cinquanta&lt;br /&gt;in America si celebravano i fasti del&lt;br /&gt;"sontuoso filisteismo della pubblicità";&lt;br /&gt;la Russia-Urss, invece, era posseduta&lt;br /&gt;dal demone meschino e piccolo borghese&lt;br /&gt;delleninismo e l' homo sovieticus&lt;br /&gt;si nutriva degli scarti dell'Occidente.&lt;br /&gt;Nel definire l'essenza del filisteismo&lt;br /&gt;universale, Nabokov utilizza il termine&lt;br /&gt;russo poslost', che designa un'amalgama&lt;br /&gt;di banalità, di trivialità e di volgarità,&lt;br /&gt;che può essere ravvisata "nel simbolismo&lt;br /&gt;freudiano, nelle mitologie tarlate,&lt;br /&gt;nei commenti sociologici, nei messaggi&lt;br /&gt;a favore dell'umanità, nelle allegorie&lt;br /&gt;politiche".&lt;br /&gt;Nella Russia post-sovietica, la&lt;br /&gt;poslost' è incarnata dallo homo zapiens&lt;br /&gt;dai nuovi ricchi. Mentre Solzenicyn è&lt;br /&gt;l'ultimo scrittore dell'era sovietica,&lt;br /&gt;Nabokov è il precursore postumo della&lt;br /&gt;letteratura post-sovietica, non postmoderna,&lt;br /&gt;che, sulla scia del modernismo&lt;br /&gt;russo del primo Novecento, ha&lt;br /&gt;svelato il mondo assurdo e amorfo della&lt;br /&gt;"mollitudine" filistea. Parodia dell'Occidente,&lt;br /&gt;la Russia dello homo zapiens&lt;br /&gt;rischia di confondere Lolita con le "copulazioni"&lt;br /&gt;illetterate di Lady Chatterley.&lt;br /&gt;Lolita e Nabokov sono diventati&lt;br /&gt;famosi anche in Russia: la ninfetta, con&lt;br /&gt;il suo regno al di là del mare, è solo&lt;br /&gt;l'ombra nostalgica del "demone immortale"&lt;br /&gt;della grazia e della bellezza,&lt;br /&gt;svanito con la definitiva affermazione&lt;br /&gt;della volgarità filistea.&lt;br /&gt;Dal canto suo, Nabokov, (emblema&lt;br /&gt;della "odissea di una tribù mitica", che è&lt;br /&gt;stata falcidiata dalla rivoluzione 001-&lt;br /&gt;scevica), vuole essere ricordato come&lt;br /&gt;"un rigido moralista" che "dava schiaffi&lt;br /&gt;alla stupidità" e che, mettendo in ridicolo&lt;br /&gt;ciò che è "volgare e crudele", attribuiva&lt;br /&gt;"poteri sovrani alla tenerezza, al&lt;br /&gt;talento e alla fierezza".&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8167992202344883119-4056973976986053987?l=pagineliberens.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pagineliberens.blogspot.com/feeds/4056973976986053987/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pagineliberens.blogspot.com/2009/07/roberto-valle-lolita-e-i-filistei.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8167992202344883119/posts/default/4056973976986053987'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8167992202344883119/posts/default/4056973976986053987'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pagineliberens.blogspot.com/2009/07/roberto-valle-lolita-e-i-filistei.html' title='Roberto Valle: «Lolita e i filistei»'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SmXKNNzg3FI/AAAAAAAAKfU/wU6_5FDl4uc/s72-c/Page+on+construction.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8167992202344883119.post-4246931955182379089</id><published>2009-07-21T06:59:00.001-07:00</published><updated>2009-07-21T07:00:06.589-07:00</updated><title type='text'>Vittoria Perroni: «Cersasi domina disperatamente»</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SmXJ2HblFNI/AAAAAAAAKfM/0GkNXiCDvEU/s1600-h/Page+on+construction.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 114px; height: 114px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SmXJ2HblFNI/AAAAAAAAKfM/0GkNXiCDvEU/s200/Page+on+construction.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5360912862999286994" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8167992202344883119-4246931955182379089?l=pagineliberens.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pagineliberens.blogspot.com/feeds/4246931955182379089/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pagineliberens.blogspot.com/2009/07/vittoria-perroni-cersasi-domina.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8167992202344883119/posts/default/4246931955182379089'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8167992202344883119/posts/default/4246931955182379089'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pagineliberens.blogspot.com/2009/07/vittoria-perroni-cersasi-domina.html' title='Vittoria Perroni: «Cersasi domina disperatamente»'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SmXJ2HblFNI/AAAAAAAAKfM/0GkNXiCDvEU/s72-c/Page+on+construction.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8167992202344883119.post-8049647984815272130</id><published>2009-07-21T06:56:00.000-07:00</published><updated>2009-07-21T06:57:27.785-07:00</updated><title type='text'>Anna K. Valerio: «Gòmez Dàvila o dell’avversione assoluta»</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SmXJQWB-rUI/AAAAAAAAKfE/noMMhH2k-VE/s1600-h/Page+on+construction.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 114px; height: 114px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SmXJQWB-rUI/AAAAAAAAKfE/noMMhH2k-VE/s200/Page+on+construction.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5360912214083415362" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8167992202344883119-8049647984815272130?l=pagineliberens.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pagineliberens.blogspot.com/feeds/8049647984815272130/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pagineliberens.blogspot.com/2009/07/anna-k-valerio-gomez-davila-o.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8167992202344883119/posts/default/8049647984815272130'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8167992202344883119/posts/default/8049647984815272130'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pagineliberens.blogspot.com/2009/07/anna-k-valerio-gomez-davila-o.html' title='Anna K. Valerio: «Gòmez Dàvila o dell’avversione assoluta»'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SmXJQWB-rUI/AAAAAAAAKfE/noMMhH2k-VE/s72-c/Page+on+construction.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8167992202344883119.post-8754731622176386129</id><published>2009-07-21T06:54:00.001-07:00</published><updated>2009-07-21T06:55:05.793-07:00</updated><title type='text'>Giorgia Malorni: «Se Clio dorme»</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SmXItBQQdSI/AAAAAAAAKe8/Um9AExbJ7EE/s1600-h/Page+on+construction.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 114px; height: 114px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SmXItBQQdSI/AAAAAAAAKe8/Um9AExbJ7EE/s200/Page+on+construction.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5360911607210734882" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8167992202344883119-8754731622176386129?l=pagineliberens.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pagineliberens.blogspot.com/feeds/8754731622176386129/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pagineliberens.blogspot.com/2009/07/giorgia-malorni-se-clio-dorme.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8167992202344883119/posts/default/8754731622176386129'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8167992202344883119/posts/default/8754731622176386129'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pagineliberens.blogspot.com/2009/07/giorgia-malorni-se-clio-dorme.html' title='Giorgia Malorni: «Se Clio dorme»'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SmXItBQQdSI/AAAAAAAAKe8/Um9AExbJ7EE/s72-c/Page+on+construction.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8167992202344883119.post-7332368620532148784</id><published>2009-07-21T06:53:00.000-07:00</published><updated>2009-07-21T06:54:06.263-07:00</updated><title type='text'>Gian Franco Lami: «Partito unico, lista unica»</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SmXId9QUGkI/AAAAAAAAKe0/P93lFxLHqpc/s1600-h/Page+on+construction.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 114px; height: 114px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SmXId9QUGkI/AAAAAAAAKe0/P93lFxLHqpc/s200/Page+on+construction.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5360911348439194178" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8167992202344883119-7332368620532148784?l=pagineliberens.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pagineliberens.blogspot.com/feeds/7332368620532148784/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pagineliberens.blogspot.com/2009/07/gian-franco-lami-partito-unico-lista.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8167992202344883119/posts/default/7332368620532148784'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8167992202344883119/posts/default/7332368620532148784'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pagineliberens.blogspot.com/2009/07/gian-franco-lami-partito-unico-lista.html' title='Gian Franco Lami: «Partito unico, lista unica»'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SmXId9QUGkI/AAAAAAAAKe0/P93lFxLHqpc/s72-c/Page+on+construction.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8167992202344883119.post-437059093956695523</id><published>2009-07-21T06:51:00.000-07:00</published><updated>2009-07-21T06:53:02.031-07:00</updated><title type='text'>Giano Accame: «Io cerco la Titina»</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SmXIJ74mXdI/AAAAAAAAKes/5e8l4Cofzc8/s1600-h/Page+on+construction.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; 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float: left; cursor: pointer; width: 114px; height: 114px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SmXFygb5a8I/AAAAAAAAKeE/nY0w369h_SA/s200/Page+on+construction.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5360908402945518530" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8167992202344883119-5335928814611295768?l=pagineliberens.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pagineliberens.blogspot.com/feeds/5335928814611295768/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pagineliberens.blogspot.com/2009/07/pietro-romano-riuscira-giulio-tremonti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8167992202344883119/posts/default/5335928814611295768'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8167992202344883119/posts/default/5335928814611295768'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pagineliberens.blogspot.com/2009/07/pietro-romano-riuscira-giulio-tremonti.html' title='Pietro Romano: «Riuscirà Giulio Tremonti…»'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SmXFygb5a8I/AAAAAAAAKeE/nY0w369h_SA/s72-c/Page+on+construction.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8167992202344883119.post-7103445597927324544</id><published>2009-07-21T05:23:00.000-07:00</published><updated>2009-07-21T11:40:40.229-07:00</updated><title type='text'>Leo Valeriano: «Un ricordo aspro come un cabaret»</title><content type='html'>Anno II N.S. &lt;a href="http://pagineliberens.blogspot.com/2009/07/allindice-del-n-5-anno-ii-giugno-2008.html"&gt;Numero 5&lt;/a&gt; - giugno 2008&lt;br /&gt;Pagina: &lt;a href="http://pagineliberens.blogspot.com/2009/07/blog-post.html"&gt;Precedente&lt;/a&gt; - Successiva.&lt;br /&gt;Rubrica: Amarcord 68.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SmW42Am0USI/AAAAAAAAKd8/DusSDXQJebc/s1600-h/Pagine+libere+-+c259.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 188px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SmW42Am0USI/AAAAAAAAKd8/DusSDXQJebc/s200/Pagine+libere+-+c259.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5360894169469702434" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Amarcord 68.&lt;br /&gt;Un ricordo aspro come un cabaret&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Quando “aprì” il Bagaglino, mancava ancora qualche anno al fatidico ’68 e, per certi versi, quel cabaret lo anticipò addirittura. Alla maniera del Bagaglino, naturalmente. Inaugurò un certo modo di fare spettacolo che, purtroppo, non esiste più. Nato grazie a un gruppo di giornalisti fuori dagli schemi, divenne popolare, almeno nella capitale, a partire dalla seconda metà degli anni ’60 e fu un’invenzione straordinaria. Da quell’esperienza nacquero anche altri locali come l’Oratorio, il Giardino dei Supplizi, La Porta Infame. Tutti si riempirono subito di pubblico e di successo. Adesso, di quell’epoca eroica, resta solo la compagine del Salone Margherita, con le sue apparizioni televisive. I suoi personaggi riescono ancora a far sorridere, ma hanno limato le loro unghie e non graffiano più. Il mondo è cambiato e lo ha fatto in meglio e in peggio. Se si escludono la Cina, la Corea del Nord e Cuba, dove esiste ancora una forma nazionale di comunismo, la grande massa bolscevica si è dissolta e con essa il timore di un nemico che metteva paura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordo, anche, che il cabaret dei primi anni strizzava l’occhio a quella che era, allora, la Destra. Anzi la “Destra nazionale”. Il Bagaglino, che avrebbe dovuto chiamarsi Bragaglino, nacque quasi per caso e doveva essere solo un ritrovo per amici, creato da alcuni giornalisti della capitale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’era Piero Palumbo, personaggio gradevolissimo, sempre affabile e pieno di umorismo; Pierfrancesco Pingitore, dall’aria scanzonata, ma con una verve incredibile (ed è l’unico rimasto sulla scena); Mario Castellacci, dotato di una intelligenza anche troppo irrequieta e che da giovane aveva militato nella R.S.I., e, infine, un tale con un sorriso enigmatico e con un paio di occhi accesi e gelidi come spade: Luciano Cirri. A loro, e con funzioni diverse, si univano Lello Della Bona, Gianfranco Finaldi, il barone De Boccard e altri ancora. Le musiche erano scritte da Dimitri Gribanowski e la regia era curata da Oreste Lionello, che aveva già organizzato un qualche spettacolo teatrale dai contorni satirici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordo l’inizio di quello strano fenomeno dal quale si diramarono altre esperienze importanti che, almeno per un certo tempo, donarono una sana linfa vitale ad un mondo ideale che cominciava ad apparire un po’ troppo assopito. Ricordo la prima sera quando, mentre il pianista Pino Roccon pestava come un forsennato sui tasti del pianoforte nel tentativo di farlo diventare un’orchestra, i quattro attori del cabaret, Oreste Lionello, Pino Caruso, Claudia Caminito e Gabriella Gazzolo, accesero quello spettacolo che avrebbe reso famoso il Bagaglino in tutta l’Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Personalmente, partecipavo con un paio di canzoni, nella prima parte dello spettacolo, e tornavo in quella che fu definita, poi, come “Seconda parte”, insieme a Nelly Fioramonti, Tony Cucchiara, Gabriella Ferri e Tony Santagata. In un secondo tempo, al gruppo si unì anche Pat Starke. Ricordo che in quei primi anni, non era difficilissimo far ridere prendendo in giro i tic dei politici, il loro modo di parlare e di proporsi, i loro vizietti. Esistevano, ed erano esistiti, diversi giornali satirici che li graffiavano. Oggi, le stesse cose non si potrebbero fare più. Le foto che pubblicava &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Borghese&lt;/span&gt; e che ritraevano onorevoli deputati con tanto di dita nel naso, oggi sono solo un ricordo. I personaggi politici di adesso, sono molto più smaliziati, hanno imparato ad usare i media e, tranne qualcuno, parlano un italiano comprensibile. Non sono migliorati per tutto il resto. Al contrario. Ma non fanno più ridere. Sono solo tristi e noiosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordo che la nascita del Bagaglino fu qualche cosa di elettrizzante. Qualcosa che creò una reale frattura nella cultura del periodo. I testi, carichi di satira, spesso amari, ma sempre divertenti, erano una novità che la televisione dell’epoca, non si poteva neppure permettere. Eppure, non c’erano scene osè, ragazze sgambettanti, immagini troppo accattivanti. Bastavano i testi, e la loro recitazione, per incatenare un numero sempre superiore di persone su scomodissimi sgabelli, per oltre tre ore! Altro che sessantottismo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quella del cabaret fu una vera rivorivoluzione intellettuale. E i ragazzi di allora si impadronirono di testi e canzoni per fame le loro bandiere. E impararono anche a ridere di se stessi. Oggi, come molte delle rivoluzioni, resta solo un ricordo storico per chi lo ha vissuto, mentre c’è ancora chi inneggia a quel ’68, che allora, fuori dei locali del cabaret, straripava per le strade e che ha lasciato i segni di quella che personalmente ho sempre considerato come una forma di barbarie intellettuale. Una rottura con tutto quello che di buono e di sano avevano saputo costruire i nostri genitori e di cui soffriamo ancora le conseguenze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche per questo, sono costretto a vivere il ricordo di quegli anni con un sapore amaro. Quello della sconfitta. Oggi, in effetti, i ragazzi di allora sono arrivati persino a governare e non devono più temere la gogna. Oggi si può fare di tutto. O quasi. Ma resta l’impressione che questi uomini di oggi siano solo una copia sbiadita dei meravigliosi ragazzi di ieri. Oltretutto, non sanno nemmeno più ridere. E mi chiedo quante e quali sono le tracce che quell’esperienza ha lasciato. Il ricordo si sfuma in un vago odore di rigatoni all’amatriciana. Quelli che, appunto, venivano offerti al pubblico nell’intervallo tra i due tempi. Simbolo precursore dei giorni che sarebbero venuti.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right; font-weight: bold;"&gt;Leo Valeriano&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8167992202344883119-7103445597927324544?l=pagineliberens.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pagineliberens.blogspot.com/feeds/7103445597927324544/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pagineliberens.blogspot.com/2009/07/leo-valeriano-un-ricordo-aspro-come-un.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8167992202344883119/posts/default/7103445597927324544'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8167992202344883119/posts/default/7103445597927324544'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pagineliberens.blogspot.com/2009/07/leo-valeriano-un-ricordo-aspro-come-un.html' title='Leo Valeriano: «Un ricordo aspro come un cabaret»'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SmW42Am0USI/AAAAAAAAKd8/DusSDXQJebc/s72-c/Pagine+libere+-+c259.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8167992202344883119.post-117878228487114268</id><published>2009-07-21T03:35:00.001-07:00</published><updated>2009-07-21T05:50:08.793-07:00</updated><title type='text'>Giuliano Borghi: «Elogio del lupo. Sconveniente»</title><content type='html'>Anno II N.S. Numero 5 - giugno 2008&lt;br /&gt;Pagina: &lt;a href="http://pagineliberens.blogspot.com/2009/07/maurizio-messina-amarcord-68-avevamo.html"&gt;Precedente&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://pagineliberens.blogspot.com/2009/07/leo-valeriano-un-ricordo-aspro-come-un.html"&gt;Successiva&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Rubrica: Metropolis.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SmWc8kook6I/AAAAAAAAKds/MBKRD0mZPxc/s1600-h/Pagine+libere+-+c259.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 188px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SmWc8kook6I/AAAAAAAAKds/MBKRD0mZPxc/s200/Pagine+libere+-+c259.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5360863495894635426" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;Elogio del lupo. Sconveniente&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;E’ notte su Metropolis. La moltitudine dei senza-nome e dei senza-volto, che giorno dopo giorno si agitano a vuoto, che si accalcano senza requie, solo per accumulare un qualcosa che non assaggeranno mai fino in fondo, sembra non esistere più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Banche, mercati, edifici impiegatizi, fabbriche si confondono come in uno scherzo irriverente di un qualche poeta maledetto, troppo pieno di assenzio. Metropolis dorme e poggia sul cuscino la sua testa mefistofelica e soddisfatta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma c’è chi non dorme, anzi prende vita e ardore nel generale sopore cittadino. Al suo limitare, la Città è scrutata, infatti, dagli occhi penetranti e chiari di chi vive nel bosco, per rimanere fedele a se stesso. Di un animale che preferisce il fruscio del vento tra le cime degli alberi, al clangore stridente e malato delle vie e delle piazze. Al punto culminante della notte, il lupo grigio lancia il suo canto alla luna ed esce alla scoperto. Solitario, ma non per questo in solitudine, si muove libero, simbolo del coraggio e della fierezza. Padrone del suo tempo, si muove come chi è signore di se stesso. Ma conosce assai bene il valore e il piacere del vivere con la sua schiatta, per i suoi pari, che è pronto a tutelare. Ama la notte, perché è solo allora che cessa quel fastidioso ed ottundente stridore delle menti computerizzate che intasano l’etere ed è possibile, per chi ne riconosce il linguaggio, accogliere la grande parola della natura. Milioni di individui-api non si accorgono neppure di essere seguiti da lontano da uomini-lupo, che sanno che, nella eterna lotta tra la qualità e la quantità, nessun destino è stato ancora segnato e che, forse, c’è ancora posto per creature libere e fiere. Certamente l’uomo-ape di Cosmopoli ama l’ordine e la pulizia, la poesia e la musica e alloggia in case dai caminetti accesi e dalle mattonelle lucide.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’uomo-lupo, ben diversamente, preferisce il mondo dell’oscurità, i luoghi aperti, ha richiami oscuri e profondi ed è nemico del progresso caotico. Ma è, allo stesso tempo, animale solare, e, in questa prospettiva, antichissimo riferimento, in epoche tradizionali, di libertà e di indipendenza. E, anche, di forte spirito comunitario, perché è sempre pronto a scendere in lotta per proteggere la sua comunità dai pericoli di ogni dispotismo tecnico. Gli abitanti di Cosmopoli temono il lupo, la sua presenza, il suo significato, ma solo perché dentro di loro comprendono che esso indica la sola via d’uscita dal formicaio, destinato alla rovina, nel quale vivono. E sanno che è il suo vigore che può purificare il pensiero e impedire al loro mondo di affondare sotto il proprio peso morto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right; font-weight: bold;"&gt;Giuliano Borghi&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8167992202344883119-117878228487114268?l=pagineliberens.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pagineliberens.blogspot.com/feeds/117878228487114268/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pagineliberens.blogspot.com/2009/07/blog-post.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8167992202344883119/posts/default/117878228487114268'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8167992202344883119/posts/default/117878228487114268'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pagineliberens.blogspot.com/2009/07/blog-post.html' title='Giuliano Borghi: «Elogio del lupo. Sconveniente»'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SmWc8kook6I/AAAAAAAAKds/MBKRD0mZPxc/s72-c/Pagine+libere+-+c259.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8167992202344883119.post-5496623453872756496</id><published>2009-07-21T01:26:00.000-07:00</published><updated>2009-07-21T03:52:26.800-07:00</updated><title type='text'>Maurizio Messina: «Amarcord ’68. Avevamo vent’anni».</title><content type='html'>Anno II N.S. &lt;a href="http://pagineliberens.blogspot.com/2009/07/allindice-del-n-5-anno-ii-giugno-2008.html"&gt;Numero 5&lt;/a&gt; - giugno 2008&lt;br /&gt;Pagina: &lt;a href="http://pagineliberens.blogspot.com/2009/07/linattuale-ou-fuyez-vous-en-avant.html"&gt;Precedente&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://pagineliberens.blogspot.com/2009/07/blog-post.html"&gt;Successiva&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Rubrica: Amarcord ’68.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SmWDTLhjIPI/AAAAAAAAKc0/MpXZbgwortE/s1600-h/Pagine+libere+-+c259.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 188px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SmWDTLhjIPI/AAAAAAAAKc0/MpXZbgwortE/s200/Pagine+libere+-+c259.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5360835296988700914" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: center; font-weight: bold;"&gt;Amarcord ’68. Avevamo vent’anni&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Quella mattina l’appuntamento era stato fissato presso la scalinata di Trinità dei Monti da dove, attraverso una “marcia forzata”, si sarebbe poi raggiunta la facoltà di Architettura. Altri, come me, raggiunsero Valle Giulia alla spicciolata. Eravamo giovani, quasi tutti ventenni, si pensava di poter conquistare il mondo nello spazio di un mattino. La baldanza, lo spirito guascone, ci caratterizzavano quasi tutti e, però, com’eravamo differenti pur nella nostra identità! Antonello, studente lavoratore, soprannominato “il tedesco” per via di quel suo caratteraccio tutto d’un pezzo, si mise in testa di bloccare il tram che transitava davanti la Galleria d’Arte Moderna. A quel tempo Roma aveva ancora linee tranviarie. Due di queste, tra le più importanti, si chiamavano ED, Esterna Destra o Circolare Rossa per il colore delle sue lettere e CS, Circolare Sinistra o Circolare Nera, per ragione analoga.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche in ciò v’era un segno dei tempi: la Circolare Destra era la Rossa e quella Sinistra era quella Nera. Fu così che ci mettemmo sui binari e, mentre il tranviere rassegnato apriva le porte per far scendere i passeggeri, strillando “ ... fine della corsaaaa”, una signora, che evidentemente non aveva seguito la dinamica dei nostri movimenti, chiese: «Ma che c’è lo sciopero?», si sentì esclamare da Antonello «No, c’è la rivoluzione!»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E Tonino, fuori sede, fuoricorso, fuori tutto , che arrotondava facendo la comparsa a Cinecittà, Roberto, studente con la passione del paracadutismo, Stefano, che nel corteo studentesco di un migliaio di giovani attorno alla Facoltà, al sinistro imbecille che stava abbozzando lo slogan “Polizia Fascista”, inviperito, lo fece sbiancare in volto dicendogli: «A deficiente, non lo vedi che il corteo è pieno di fascisti?» Chi con i capelli corti, chi con chioma lunghissima, come Mario Michele, metà filosofo e metà attivista, Guido, con quella sua aria da Fronte del Porto, con berretto blu e visiera da collegiale inglese, Ugo, eretico di tutte le assemblee, Lamberto con quella barba color inchiostro, e così ascoltato alle riunioni di Lettere, Enzo Maria e tanti altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non vi furono solamente violenze quel giorno; episodi esilaranti si susseguirono ed uno dei più buffi fu quando, accerchiando una campagnola della Polizia, Francesco, per gli amici Ciccio, forte del rapporto numerico di almeno 6 a l (Più di venti manifestanti adversus tre o quattro poliziotti) esclamò la frase. “Questa camionetta è sequestrata!”&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SmWGvR5gFhI/AAAAAAAAKc8/2coZoyQ-RDs/s1600-h/vallegiulia.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 142px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SmWGvR5gFhI/AAAAAAAAKc8/2coZoyQ-RDs/s200/vallegiulia.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5360839078270998034" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora ho nell’orecchie quello inaspettato concerto che mi consentì di ascoltare dal vivo, per la prima volta, Romano Mussolini al pianoforte che accompagnava il grande Tony Scott, calvo, in completo nero con il suo magico clarino, organizzato in un salone dell’Hilton a Roma in occasione della campagna elettorale per le elezioni politiche del 1968, dalla federazione romana del… M.S.I.!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcuni anni prima avevo seguito un concerto della Seconda Roman New Orleans Jazz Band di Carlo Loffredo nella sezione del P.C.I. Trieste-Salario e mi convinsi definitivamente come alcune manifestazioni umane - musica, poesia, letteratura e altri tipi di arte - fossero incontenibili da paletti ideologici!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quella del ’68 fu un’estate molto calda nel senso meteorologico, ma a vent’anni certe cose sono naturalmente semplici dettagli. Così il primo viaggio all’estero, Austria e Germania, con il mio caro amico Andreas, si svolse simpaticamente in quelle regioni, Baden, Wiirttemberg e Baviera, caratterizzate dalla presenza della Selva Nera. Certamente, altri tempi, quando era ancora possibile catturare trote nei torrenti o rifugiarsi in un ostello tutto di legno, ove si cantava qualche bel brano popolare con fisarmonica, senza alcuna musica tamtamizzata, né la necessità di aggiungere qualche canna. E’ vero, però, che tornando in Italia dopo più di quindici giorni di salami, wurstel, crauti, affettati ed affumicati, la voglia di pasta, o comunque della nostra cucina, fu straordinaria. Al primo autogrill ci fermammo a mangiare tortellini al sugo e, per secondo, ordinammo .... tortellini al sugo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma il caldo, come dicevo, incalzava man mano che si scendeva per lo stivale; così giunti alla periferia di Roma decidemmo di proseguire verso Anzio dove i miei genitori trascorrevano le vacanze. Ebbi la sensazione che il Tirreno quell’agosto fosse più fresco e musicalmente più ammaliatore, nel suo continuo movimento. Di sera, poi, sulla solita rotonda di legno, spaghetti con le cozze prima e jukebox poi, completavano l’opera. Le ragazze non mancavano, anzi ... Fu così che quella sera vidi scendere dalle scalette di legno una certa Ursula, calzamaglia nera e fascia rossa sui capelli a mo’ di squaw indiana. Era un bel effetto, la musica accompagnava i nostri desideri di conoscere la vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi svegliai insolitamente intorno alle 7. Abitualmente, nella casetta colonica di Lido delle Sirene, affittataci da una strampalata professoressa siciliana di Lettere che suonava il violino ed aveva fatto parte del Movimento Indipendentista Siciliano, si poteva dormire tranquillamente, senza rumori molesti od altri fastidi acustici. Ma quella mattina fu diverso. Accesi la radio transistor per ascoltare le notizie del mattino, rimanendo attonito per alcuni secondi: «Mezzi blindati del Patto di Varsavia hanno attraversato i confini della Cecoslovacchia, occupando le principali città. Praga è controllata dai carri armati sovietici».&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SmWJMBg4wmI/AAAAAAAAKdE/R9UOEabNYuY/s1600-h/praga-invasione-1968.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SmWJMBg4wmI/AAAAAAAAKdE/R9UOEabNYuY/s200/praga-invasione-1968.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5360841771112252002" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Povera Europa, pensai, ancora trafitta a più di vent’anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale! I giornali erano già in macchina al momento dell’invasione e quindi sulla carta stampata non v’era notizia dei drammatici avvenimenti in corso. Tuttavia, in spiaggia, non si parlava d’altro. Ma l’argomentare dopo qualche ora mutò lentamente. La maggioranza ripiombò nella propria sfera di interessi individuali e così l’immagine della tragedia venne allontanata dalle attenzioni di quasi tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quella sera c’era in programma una festa nel giardino di Patrizia. Lello, Barbara ed altri vennero con aria euforica per propormi sul da farsi: bibite, dischi, penne all’arrabbiata. Li guardai con insofferenza, quasi disprezzandoli. Risposi che quella sera ero impegnato in altre cose e che avrei preso il treno nel pomeriggio per tornare a Roma. E così feci. Ero sicuro, ero certo, che non potevo essere l’unica persona a sentire, a soffrire per quel che accadeva sul nostro stesso Continente, e che qualche cosa andava fatto, anche una semplice manifestazione dinnanzi l’ambasciata sovietica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SmWJ7A2fbbI/AAAAAAAAKdM/t5jwJSqOAa8/s1600-h/JanPalach.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 161px; height: 183px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SmWJ7A2fbbI/AAAAAAAAKdM/t5jwJSqOAa8/s200/JanPalach.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5360842578388282802" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;A quel tempo non c’erano telefonini ed anche durante le vacanze si comunicava con il telefono a gettone o le lettere. Tornai a Roma per essere pronto qualora si fosse scesi in piazza, ma non sapevo dove, con chi, e a che ora. Tuttavia sapevo di dover essere disponibile. Il mio intuito non fu deluso: via Gaeta, ove c’era la sede dell’ambasciata dell’URSS, era gremita da migliaia di persone che inneggiavano all’Europa indipendente e alla Cecoslovacchia libera. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ian Palach &lt;/span&gt;avrebbe indicato alcuni mesi dopo di quale forza fosse l’amore per la propria patria!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Maurizio Messina&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8167992202344883119-5496623453872756496?l=pagineliberens.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pagineliberens.blogspot.com/feeds/5496623453872756496/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pagineliberens.blogspot.com/2009/07/maurizio-messina-amarcord-68-avevamo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8167992202344883119/posts/default/5496623453872756496'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8167992202344883119/posts/default/5496623453872756496'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pagineliberens.blogspot.com/2009/07/maurizio-messina-amarcord-68-avevamo.html' title='Maurizio Messina: «Amarcord ’68. Avevamo vent’anni».'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SmWDTLhjIPI/AAAAAAAAKc0/MpXZbgwortE/s72-c/Pagine+libere+-+c259.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8167992202344883119.post-5186260290283584914</id><published>2009-07-20T13:12:00.000-07:00</published><updated>2009-07-21T02:21:18.932-07:00</updated><title type='text'>L’inattuale. Où fuyez-vous en avant, imbécilles?</title><content type='html'>Anno II N.S. &lt;a href="http://pagineliberens.blogspot.com/2009/07/allindice-del-n-5-anno-ii-giugno-2008.html"&gt;Numero 5&lt;/a&gt; - giugno 2008&lt;br /&gt;Pagina: &lt;a href="http://pagineliberens.blogspot.com/2009/07/allindice-del-n-5-anno-ii-giugno-2008.html"&gt;Precedente&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://pagineliberens.blogspot.com/2009/07/maurizio-messina-amarcord-68-avevamo.html"&gt;Successiva&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Rubrica: L’inattuale.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SmTUUABYNEI/AAAAAAAAKcg/aNjJszVx7e0/s1600-h/Pagine+libere+-+c259.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 188px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SmTUUABYNEI/AAAAAAAAKcg/aNjJszVx7e0/s200/Pagine+libere+-+c259.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5360642896545985602" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51); font-weight: bold;"&gt;Où fuyez-vous en avant, imbécilles&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;Le civiltà moderne sono vertiginose per la loro febbre di moto e di conquista spaziale, generatrice di un arsenale di mezzi meccanici atti a ridurre ogni distanza, ad abbreviare ogni intervallo, a contrarre in una sensazione di ubiquità tutto quello che è sparso nella moltitudine dei luoghi. Orgasmo di un bisogno del possesso; angoscia oscura di fronte a tutto ciò che è distaccato, isolato, profondo o lontano. Impulso ad espandersi, a circolare, ad associarsi e a ritrovarsi in ogni luogo. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Tranne che in se stessi&lt;/span&gt;. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;La scienza e la tecnica, promosse da questo impulso esistenziale irrazionale, a loro volta lo rafforzano, lo nutriscono, lo esasperano.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; Scambi, comunicazioni, velocità ultrasoniche, radio, televisione, standardizzazione, cosmopolitismo, internazionalismo, produzione illimitata.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; Rapidamente la rete si estende, si rafforza, si perfeziona. Lo spazio terrestre non ha quasi più misteri. Le vie del suolo, dell’acqua, dell’etere sono dischiuse. Lo sguardo umano ha sondato i cieli più remoti, l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si parla già più di altre terre, ma di altri pianeti. Sul nostro, l’azione si porta fulmineamente per ogni dove. Tumulto confuso di mille voci che a poco a poco rifondono in un ritmo uniforme, atono, impersonale.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; Ebbrezze di naufraghi, verità&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; proprie a ciò che fugge, a ciò che non&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; ha consistenza interna e che ignora ciò&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; che sia interna consistenza, epperò&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; anche quale sia la scaturigine di ogni&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; vera elevazione e di ogni effettiva conquista.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; La controparte naturale dello&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; spirito titanico è la miseria spirituale:&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; stupidità, imprudenza, goffaggine.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; Dopo ogni invenzione di Prometeo rimane&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; altra miseria per l’umanità.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SmV6cXSgO_I/AAAAAAAAKcs/Ud4KSRHiv2E/s1600-h/Prometeo.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 184px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SmV6cXSgO_I/AAAAAAAAKcs/Ud4KSRHiv2E/s200/Prometeo.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5360825559160994802" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;A sacrificio riuscito, (il sacrificio&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; nel quale &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Prometeo &lt;/span&gt;ha cercato di ingannare&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; la mente olimpica), Zeus riprende&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; ai mortali il fuoco. E quando,&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; dopo il furto del fuoco, Prometeo stesso&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; è tolto all’umanità per soffrire la sua&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; pena, rimane il fratello Epimeteo quale&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; rappresentante della stirpe degli uomini.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; Al posto dell’ astuto rimane, come&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; sua controparte, lo stupido. Prometeo&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; è l’astuto e il preveggente, Epimeteo&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; è colui che riflette troppo tardi.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; Il mondo moderno che ha preso forma&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; non conosce il Prometeo liberato attraverso&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; un’eroe, un semidio, Eracle. Esso&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; conosce il Prometeo al quale sono&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; state tolte le catene ed è stato lasciato&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; libero di andare per la sua via, affinché&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; si glori della sua miseria e della tragedia&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; di una esistenza soltanto umana. O,&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; per dir meglio, dell’esistenza considerata&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; da una sguardo solo umano, giungendo&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; al punto nel quale, avendo finito&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; con il perdere il gusto per questa&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; specie di autosadismo della sua “grandezza&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; tragica”, si tuffi nell’esistenza&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; ottusa propria all’umanità epimeteica,&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; la quale, in mezzo allo splendido, tita&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;nico spettacolo di tutte le umane conquiste&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; di tempi ultimi, conosce solo le&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; discipline proprie agli animali da lavoro.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; Ed è così che nei riguardi di quella&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; moderna è il caso di parlare non tanto&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; di una “civiltà attiva”, quanto di una&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; civiltà di agitati e di nevropatici.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;Come compensazione e reattivo al&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; logorio di una vita abbrutentesi in un&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; vano agire e produrre, l’uomo moderno&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; non conosce più l’&lt;span style="font-style: italic;"&gt;otium&lt;/span&gt; classico, il&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; raccoglimento, il silenzio, lo stato di&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; calma e di pausa nel quale si torna a se&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; stessi e si ritrova se stessi. No, conosce&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; solo la “distrazione” (termine che ha il&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; significato di dispersione), cerca sensazioni,&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; cerca nuove tensioni, cerca&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; nuovi eccitanti, quasi in un quadro di&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; stupefacenti psichici. Tutto, pur di&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; sfuggire a se stesso, isolato dal frastuono&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; del mondo esterno e dalla promiscuità&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; con il proprio “prossimo”.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; La labilità, l’evasività, l’allegra irresponsabilità,&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; la disinvolta scorrettezza&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; si dimostrano anche nelle banalità&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; della vita di ogni giorno. Si promette&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; una cosa - scrivere, telefonare,&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; interessarsi di questo o di quello - e&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; non lo si fa. Non si è puntuali. In certi&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; casi più gravi la stessa memoria non&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; viene risparmiata. Ci si dimentica, si è&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; distratti, si prova difficoltà a concentrarsi.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; La vera causa di questo è da vedersi&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; nella modificazione del clima&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; generale che sembra portare fino ad una&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; vera e propria alterazione strutturale&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; psichica. Se si ricordano le relazioni&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; tra eticità, logica e memoria, il&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; significato della memoria su di un piano&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; superiore, non semplicemente psicologico,&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; là dove si sa che la memoria&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; ha strette relazioni con l’unità della&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; personalità, con il suo resistere alla dispersione&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; nel tempo, al flusso della&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; durata, se si ha, dunque, presente il suo&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; valore etico e ontologico, si possono&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; comprendere le più profonde implicazioni&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; di tale fenomeno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;Si è diffuso il mentire, spesso il&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; mentire gratuitamente, senza nemmeno&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; uno scopo. E se si rinfaccia a qualcuno&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; un simile comportamento, egli o&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; si stupisce, tanto lo trova naturale, ovvero&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; si sente urtato, reagisce con una&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; insofferenza quasi isterica. Nella cerchia&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; delle proprie relazioni ognuno di&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; noi potrà constatare facilmente questa&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; specie di nevrosi, solo che ci si presti&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; un poco di attenzione. E si potrà anche&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; rilevare come molte persone che ieri ci&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; si illudeva di conoscere come amici e&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; come uomini aventi una certa tenuta&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; interna, oggi sono irriconoscibili.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ l’effetto di un puro lasciarsi andare,&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; di una passività, di una banale&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; caduta di livello.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; Si vive alla giornata, in modo, tutto&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; sommato, stupido.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; Il posto dove dovrebbe trovarsi il&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; “sovrano interiore”, magari per opporre&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; la pura legge del proprio essere ad&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; ogni legge esterna, ad ogni ipocrisia o&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt; menzogna, è vuoto.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51); font-style: italic;"&gt; Usque tandem?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 51);"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8167992202344883119-5186260290283584914?l=pagineliberens.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pagineliberens.blogspot.com/feeds/5186260290283584914/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pagineliberens.blogspot.com/2009/07/linattuale-ou-fuyez-vous-en-avant.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8167992202344883119/posts/default/5186260290283584914'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8167992202344883119/posts/default/5186260290283584914'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pagineliberens.blogspot.com/2009/07/linattuale-ou-fuyez-vous-en-avant.html' title='L’inattuale. Où fuyez-vous en avant, imbécilles?'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SmTUUABYNEI/AAAAAAAAKcg/aNjJszVx7e0/s72-c/Pagine+libere+-+c259.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8167992202344883119.post-2480090177803973037</id><published>2009-07-20T12:40:00.000-07:00</published><updated>2009-07-21T11:37:51.872-07:00</updated><title type='text'>All’Indice del n° 5 - Anno II - Giugno 2008</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;Nuova Serie: Anno I - II - III&lt;br /&gt;Vecchia Serie: 1906 -&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SmTJ-9Ek6eI/AAAAAAAAKcQ/hvIjfGK5eAQ/s1600-h/Pagine+libere+-+c259.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 200px; height: 188px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SmTJ-9Ek6eI/AAAAAAAAKcQ/hvIjfGK5eAQ/s200/Pagine+libere+-+c259.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5360631539860564450" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;L’inattuale&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://pagineliberens.blogspot.com/2009/07/linattuale-ou-fuyez-vous-en-avant.html"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Où fuyez-vous en avant, imbécilles&lt;/span&gt;?&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Maurizio Messina&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Amarcord 68.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; &lt;a href="http://pagineliberens.blogspot.com/2009/07/maurizio-messina-amarcord-68-avevamo.html"&gt;Avevamo vent’anni&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;a href="http://pagineliberens.blogspot.com/2009/07/leo-valeriano-un-ricordo-aspro-come-un.html"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;Giuliano Borghi&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;Metropolis&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://pagineliberens.blogspot.com/2009/07/blog-post.html"&gt;Elogio del lupo. sconveniente&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;Leo Valeriano&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Amarcord 68.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; &lt;a href="http://pagineliberens.blogspot.com/2009/07/leo-valeriano-un-ricordo-aspro-come-un.html"&gt;Un ricordo aspro come un cabaret&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Davide Cecini&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;Api o maiali?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;Pietro Romano&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;Specula principis&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;Riuscirà Giulio Tremonti…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;Giuliano Marchetti&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;Specula principis&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;Grande fratello fiscale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;Veronica Gabbutti&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;Saperi e sapori&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 51);"&gt;Kant e i vigneti di Bolzano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carlo Gambescia&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;Le radici e le ali&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 51);"&gt;Teoria del politico e proprietà della moneta&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Monda&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;Le radici e le ali&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Habeas corpus…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giuseppe Carigli&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;Le radici e le ali&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Quis custodem custodiet?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giano Accame&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;Le cose dell’uomo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Io cerco la Titina&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gian Franco Lami&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;Le cose dell’uomo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Partito unico, lista unica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giorgia Malorni&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;Le cose dell’uomo&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Se Clio dorme&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anna K. Valerio&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;Pharmacon&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Gòmez Dàvila o dell’avversione Assoluta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vittorio Perroni&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;Pharmacon&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Cercasi ‘domina’ disperatamente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roberto Valle&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;Á rebours&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Lolita e i filistei&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piero Carattoli&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;Á rebours&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://pagineliberens.blogspot.com/2009/07/piero-carattoli-1-1-se-facesse-3.html"&gt;1 + 1. Se facesse 3?&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8167992202344883119-2480090177803973037?l=pagineliberens.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pagineliberens.blogspot.com/feeds/2480090177803973037/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://pagineliberens.blogspot.com/2009/07/allindice-del-n-5-anno-ii-giugno-2008.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8167992202344883119/posts/default/2480090177803973037'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8167992202344883119/posts/default/2480090177803973037'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pagineliberens.blogspot.com/2009/07/allindice-del-n-5-anno-ii-giugno-2008.html' title='All’Indice del n° 5 - Anno II - Giugno 2008'/><author><name>Antonio Caracciolo</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SmTJ-9Ek6eI/AAAAAAAAKcQ/hvIjfGK5eAQ/s72-c/Pagine+libere+-+c259.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
